Si sa…Berlusconi è un comunicatore. Almeno questo è il ritornello che ci è entrato in testa durante tutti questi anni. Accettato anche dal centro-sinistra per giustificare la pessima strategia di comunicazione assunta di volta in volta. Si è detto tutto e il contrario di tutto sul personaggio: mediatico, comunicatore, istrione, amatore…. Ce n’è per tutti i gusti. La situazione reale e oggettiva è davanti agli occhi. Egli controlla la comunicazione e soprattutto le televisioni, scatole magiche che sembra siano il massimo referente per le scelte politiche degli italiani [manca rif.]. Come corollario ha impreziosito il suo parterre con qualche giornale e radio. Detto questo gli è facile applicare una strategia di comunicazione a tappeto in suo favore. Gridando al complotto ogniqualvolta una voce fuori dal coro gli contesta qualcosa.
La gente gli riconosce il merito di aver inventato un modo di fare politica, di comunicare. Io credo che non abbia inventato nulla. Ha solo ricucinato e riaggiornato in versione TV e con l’aggiunta dei quattro pilastri CCFT (memoria di Avanzi). Riporto qui di seguito un prontuario (datato) di tecniche da utilizzare per una efficace propaganda politica. Indovinate chi è l’autore.
- Principio di semplificazione e del nemico unico. Adottare una unica idea, un unico Simbolo. Individualizzare l’avversario in un unico nemico.
- Principio del metodo di contagio. Riunire diversi avversari in una sola categoria o individuo. Gli avversari si devono costituire come un insieme individualizzato.
- Principio di trasposizione. Scaricare sull’avversario i propri errori o difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. “Se non puoi negare le cattive notizie, inventane altre che distraggano”.
- Principio di esagerazione e trasfigurazione. Convertire qualunque aneddoto, per quanto piccolo in minaccia grave.
- Principio di volgarizzazione. “Ogni propaganda deve essere popolare, adattandone il livello al meno intelligente degli individui a cui si dirige. Quanto maggiore la massa da convincere, minore deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità recettiva della massa è limitata e la sua comprensione scarsa; inoltre ha una grande facilità a dimenticare”.
- Principio di coordinazione. “La propaganda si deve limitare a un numero ristretto di idee e ripeterle instancabilmente, presentandole ancora e ancora da differenti prospettive che però sempre convergono allo stesso concetto. Senza cedimenti ne dubbi”. Da qui viene la famosa frase: “Se una menzogna si ripete a sufficienza, finisce per convertirsi in una verità”.
- Principio di rinnovamento. Bisogna generare costantemente informazioni e argomenti nuovi a un ritmo tale per cui quando l’avversario risponde, il pubblico già si sta interessando ad altro. Le risposte dell’avversario non devono mai essere in grado di fermare il crescente livello di accuse.
- Principio di verosimiglianza. Costruire argomenti a partire da fonti differenti, attraverso i cosiddetti globi sonda o da informazioni frammentarie.
- Principio di silenziazione. Far tacere sulle questioni sulle quali non si hanno argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario, anche facendo controprogrammazione con l’aiuto di mezzi di comunicazioni affini.
- Principio di trasfusione. Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato preesistente, sia esso la mitologia nazionale o un insieme di odii o pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano radicarsi in atteggiamenti primitivi.
- Principio di unanimità. Arrivare a convincere molte persone che si pensa “come tutti”, creando l’impressione di unanimità
E l’autore è…. (Clicca sul link sotto)
Finalmente arrivato! Dopo un totale di undici ore di volo e venti ore di veglia ho toccato terra in Canada. Veramente soddisfatto del servizio di Air Canada che serve buoni pasti e ha una televisione touchscreen dove puoi sceglierti il film da vedere (ne ho visti due) con titoli di tutti i generi. All’arrivo mi attende un aeroporto più piccolo di Orio al Serio…e lo chiamano international. Prendo un taxi guidato da un kuwaitiano. Mi chiedo: ma che cavolo ci fa uno del Kuwait dove fa di media 40 gradi all’ombra in questo congelatore. Poi inizia a parlarmi ed è molto simpatico. Parliamo di calcio di cui mi dice che i canadesi non capiscono nulla e che per selezionare i giocatori della nazionale mettono gli annunci sul giornale. Stanco della traversata oceanica arrivo nella casa che mi accoglierà per questo mese. La proprietaria di casa, la stessa che mi ha fatto firmare un contratto d’affitto in cui specifica che devo lavare i piatti e pulire casa, mi accoglie ed è gentile. Mi mostra la casa che è tenuta pulita e a lucido -ora capisco il perchè delle clausole- e mi spiega un po’ come funziona e i luoghi strategici del quartiere: supermercato, ristoranti che meritano, ecc. Non ero mai stato in Canada prima, ero però stato negli Stati Uniti. Ad una prima impressione la differenza che percepisco è enorme. A parte le macchine enormi tipo pickup e affini le dimensioni qui mi sembrano molto più ridotte e più umane. Forse l’influenza europea qui si sente di più. Nei prossimi giorni scoprirò questa città e ne scriverò.
L’Italia si sa, è sempre stata affetta da “esterofilia”. A ondate, tutto ciò che veniva dalla nazione in voga (Francia, Russia, America,…) ha cambiato intere generazioni, stravolto la lingua (che non si è più ripresa) e cambiato il costume. Oggigiorno, va la cultura americana tanto che per dotare le nuove generazioni degli strumenti base per vivere si è pensato alle tre I (Internet, Inglese, Impresa) come cardine della scuola. Se poi gli alunni a malapena sanno parlare italiano o non concepiscono di scrivere un “che” senza usare la K questo non importa. In questo si riflette il cambiamento della società sedotta dall’uso dell’inglese a ogni pié sospinto…perché “fa figo”. Il potere della lingua straniera arriva alla magia di convertire i concetti. Apprendiamo infatti che ciò di cui un tempo ci si vergognava e che si faceva di nascosto, cioè il riciclaggio dei regali, oggi diventa qualcosa alla moda perché si chiama 


