
“Is it fair?”. Questa è la domanda che è stata rivolta all’ex presidente di Lehman Brothers durante l’udienza di fronte alla commissione federale che sta investigando sul crack finanziario negli Stati Uniti. Questa domanda è scaturita spontanea al presidente della commissione all’apprendere che l’ex presidente di Lehman ha guadagnato negli ultimi 3 anni qualcosa come 500 milioni di dollari (cinquecento!!!…milioni!!!!!!…non è un errore).
Questo aneddoto da una cifra dei personaggi che popolano lo scintillante mondo dell’alta finanza. Gran parte del dibattito ora si sta concentrando sulla questione del ruolo dello stato nel mondo del capitalismo e le basi stesse da cui parte la sua azione. La reazione di tutti i paesi di fronte ai crolli dei giganti finanziari è stata di iniettare soldi a pioggia garantendo i risparmi dei correntisti. Di fatto i mercati non sono stati entusiasti di questo modo di agire visto che le borse hanno continuato a scendere in picchiata. Questo fatto si deve al timore di “nazionalizzazioni” delle entità finanziarie. Tutto questo scenario mi fa sorgere alcune considerazioni, magari un po’ slegate tra loro, ma che sento di esprimere.
1) Perchè si permette che quattro persone chiuse in una stanza senza produrre valore aggiunto scambino miliardi di dollari a livello mondiale e guadagnino su un meccanismo di speculazione che non è ancorato alla realtà? Mi spiego: se sono un negoziante e vendo più prodotti guadagno di più. Se ho una fabbrica e produco di più, divento più ricco. Fin qui tutto bene. Perchè io dovrei arricchirmi solo perchè dico agli altri (che mi credono) che posso fare più soldi senza alcun riscontro reale. In maniera semplificata è così che funziona l’alta finanza. Quindi il tutto è basato su un’illusione di guadagno che perde di senso soprattutto se si considera che le transazioni borsistiche vengono effettuate in pochi decimi di secondo fissando a priori in automatico i margini di guadagno.
2) Perchè tutti questi geni della finanza che si inventano prodotti trash come i mutui subprime e altri trucchi da venditore di scope (vedi Madoff e il punto 3) vengono prima osannati come dei guru e qualunque stupidaggine dicano si prende per oro colato? Ma soprattutto perchè la maggior parte di questi se n’è uscita con le tasche piene dopo aver mandato a picco un sistema mondiale?
Teniamo conto che alcuni di queste persone sono tra quelli che hanno creduto/teorizzato il paradigma della new economy secondo cui il mercato tecnologico avrebbe avuto una crescita esponenziale senza limite nei secoli dei secoli in opposizione ai cicli di oscillazione tipici della vecchia economia. Sono convinto che se lo dicessi a uno in mezzo preso per la strada senza dire che lo sostiene uno di Wall Street otterrei la stessa risposta che il centralinista dell’ACI rivolge al pignolo Furio in Bianco Rosso e Verdone.
3) Il mio particolare plauso va a Madoff che è veramente un genio. Non della finanza, bensì del marketing. E’ riuscito a truffare i soloni della finanza mondiale, tra cui le banche, con una sistema che risale alla notte dei tempi e che recentemente ha preso il nome di multilevel marketing (o italianamente catena di S. Antonio). Ora se incontri uno per strada che ti dice: “Se mi dai soldi che ti do il 20%-30% di interesse”; per buon senso gli rideremmo in faccia e lo manderemmo a quel paese. Ma siccome lo dice uno che ha il culo su una sedia di pelle umana a Wall Street, tutti come pecore a seguirlo. C’è da chiedersi quali dati analizzino gli analisti, e quali controlli effettuino le società di controllo. Si merita comunque un 10 e lode per aver fregato i guru della finanza con “la truffa degli aspirapolveri”.
4) Guardando l’andamento del petrolio negli ultimi cinque mesi mi pongo una domanda: perché in soli cinque mesi il petrolio è passato da oltre 150$ a meno di 40$ al barile, dato che la produzione non è variata significativamente? Questa volta non mi bevo la storia della domanda e offerta che ci propinano gli stessi “analisti” che si sono lasciati passare sotto il naso il tracollo del sistema di credito. Mi sbaglierò, ma punterei a considerare la speculazione come una causa probabile. Sì perché nella mia personale hit parade dei filibustieri stile Madoff dovrebbe entrare chi si è inventato il meccanismo dei future che funziona un po’ come scommettere alla SNAI. Se io investo in un future, guadagno se il prezzo del petrolio ad esempio supera una quotazione (es. 150$) su cui “scommetto”. Ora le società che fanno le analisi di tendenza di mercato sono strettamente legate a quelle che emettono i future. E’ facile immaginare come possano influenzare un mercato che è basato sulla suggestione e sulle promesse di guadagno più che sulla ricchezza reale. Ora che hanno perso credibilità in parole povere non se li fila più nessuno. Per cui il petrolio scende perchè non è più gonfiato.
5) Sono convinto che tutta questa situazione si è provocata grazie all’arretramento, se non asservimento, della politica rispetto all’economia. Lo stato che non si deve “impicciare” dell’economia quando va bene ora deve raccogliere i cocci se non vuole mandare nazioni sul lastrico e a volte non può fare nulla (vedi la bancarotta dell’Islanda). Un giornalista sintetizzava questo concetto come: “Privatizzare i guadagni, socializzare le perdite”.
La deregolamentazione sfrenata non può funzionare. Bisogna trovare un equilibrio costringendo le entità finanziarie ad ancorarsi di più al mondo reale. E’ caduta la foglia di fico dell’ideale capitalistico di Smith e Ricardo in cui il capitalista era un nobiluomo il cui benessere si ripercuoteva sulla società con cui egli condivideva volentieri il proprio benessere. E’ l’ora delle regole chiare e concrete che distribuiscano i guadagni e limitino le speculazioni e gli stipendi dei manager.
Spero che la soluzione di questa crisi venga affrontata con un vero accordo globaletra nazioni che tuteli quelli che in borsa non hanno guadagnato ma che solo hanno sofferto le conseguenze delle catastrofi generate da dei delinquenti in abiti di lusso.