In questi giorni la ribalta in formativa è stata preda dei body scanner: “l’arma definitiva contro il terrorismo aeroportuale”. Ho letto in rete una serie di dichiarazioni, paragoni, elucubrazioni, ribellioni che da un lato mi suscitano più domande che risposte. Innanzi tutto alcuni fatti:
1) La tecnologia attuale dei body scaner si basa principalmente su tre tecnologie di cui solo le prime due sembrano avere un’efficacia pratica per quanto riguarda le applicazioni di sicurezza: onde millimetriche, riflessione di raggi X a bassa energia e raggi infrarossi. Rimando a quest’articolo che spiega le prime due tecnologie.
2) Il meccanismo alla base di questa tecnologia è lo stesso. Si invia un onda elettromagnetica contro un oggetto e a seconda di come viene riflessa da piú punti si ricostruisce l’immagine (come ad es. il sonar dei pipistrelli, la TAC o la risonanza magnetica). Rimando al video in fondo per una spiegazione visuale molto interessante.
3) Siccome qualcuno ha tirato fuori parole che spaventano come “raggi X” e “microonde” altri hanno iniziato a preoccuparsi per la salute immaginandosi già infilati in un forno a microonde friggendo o diventando impotenti grazie alla contaminazione elettromagnetica. Seppure queste paure vengano utilizzate da alcuni (come il ministro della sanità) per mostrarsi in prima linea preoccupati per la salute pubblica, il livello di potenza che viene utilizzato è molto più basso di qualunque soglia che possa danneggiare. Tipicamente, le onde elettromagnetiche in questione sono riflesse dall’acqua contenuta nel corpo (e non assorbite come le microonde del forno…) e quel poco di strato superficiale di pelle che attraversano (meno di un decimo di millimetro) è praticametne trasparente a queste onde.
Detto questo che è più tecnico e se si vuole approfondire porta ragionevolmente a scartare problemi di salute, rimangono aperte questioni di tipo pragmatico ed etico che possono essere riassunte in tre domande:
Funziona? Come sottolinea anche un articolo su sito della CNN il limite di questa tecnologia è la possibilità di ispezionare sotto i vestiti ma non all’interno del corpo dove ad esempio i trafficanti di droga sono soliti mettere capsule contenenti cose. Ecco…insomma… non vorrei sapere cosa potrebbe succedere se uno squilibrato decide di cercare di far saltare un aereo passando i controlli inserendosi una bottiglietta sigillata in altri orifizi.
A parte il lato tecnico e santi graal tecnologici, per combattere il terrorismo organizzato mi convince molto di più la prevenzione atttraverso l’intelligence (che in questo caso è stata penosa). Evitare episodi in cui uno psicolabile decide di “attivarsi” mi sembra molto difficile impiegando i mezzi attuali, body scanner inclusi, senza al contempo quasi paralizzare il traffico negli aereoporti.
Chi ci guadagna? Questa è una cosa che non mi è chiara. Mi spiego: i passeggeri ci rimettono in “rottura di scatole” e ipoteticamente guadagnano in sicurezza. I governi spendono soldi e il traffico aereo si rallenta. Sicuramente ci guadagna chi vende questi scanner!Ma il quadro non mi sembra completo…
Si può fare? Il dilemma etico sulla bilancia “privacy/libertà” contro “sicurezza” è epocale. Un simile dilemma si ripropone non solo per quanto riguarda la sicurezza, ma anche in internet e in altri contesti. Riformulato in termini generali potrebbe suonare come:
“Quanto sei disposto a rinunciare della tua libertà/soldi/tempo/ecc. per sentirti sicuro/non avere paura?”
Sembra quasi uno scenario che può sfociare o meno in un mondo orwelliano. Sicuramente le associazioni di consumatori e affini devono vigilare sui limiti per evitare che qualche governo troppo allegro usi gli strumenti tecnologici per intimidire, bloccare o anche solo per dare una falsa idea di sicurezza.
Una nota finale a margine: l’obiezione “occhiali a raggi X dell’Intrepido” secondo cui il vigilante dell’aeroporto libidinoso si eccita vedendo le immagini degli scanner mi sembra una offesa intollerabile nei confronti di coloro che in maniera metodica e con dedizione assoluta passano le notti a condividere e scaricare film porno in internet.
[...] Djbcn – L’Intrepido e i body scanner [...]
Beh, è il proseguimento di un viaggio verso la follia che da parecchio tempo ha intrapreso l’umanità. Di sicuro, a guadagnarci da tutto questo sono molto pochi. A perderci, tutti gli altri.
Sono d’accordo lesitaliens. L’unica cosa che non mi è chiara sono i nomi e i cognomi di chi ci guadagna. Mi spiego. Come in altre occasioni si sapeva (vedi guerra Irak) qui non ho capito se c’è in Italia un produttore di questi scanner che come diceva Totò “ha votato” oppure è solo per seguire il trend politico per far vedere che non siamo da meno. Negli Stati Uniti non conosco la realtà di questo settore e non so se anche lì ci sono inciuci o favori. Sicuramente è una tecnologia che i militari avevano già in mano per altri motivi più che per le perquisizioni. Devo andare negli States a inizio Febbraio… Vi aggiornerò.